Hafssól - Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre
mercoledì, 11 giugno 2008

being a grown up sure is complicated

Ogni tanto capita di passare qualche giorno un po’ così, con tutti gli stimoli sotto i tacchi, senza un motivo particolare. Sarà che gli entusiasmi giovanili non sono mai stati il mio forte nemmeno quando ero (!) giovane, ma arriva un certo punto in cui anche le cose belle, quelle che di solito catalizzano se non altro l’attenzione, sembrano davvero inutili e passeggere, tanto che il loro perpetuarsi risponde più a una stanca abitudine che a un moto reale dell’animo.

Così pure l’abituale contemplazione dell’”erba del vicino”, con conseguente semplice constatazione di non essere in grado di conseguire nel concreto quanto osservato soltanto dall’esterno, riduce il suo potenziale di insoddisfazione, forse perché ormai appurato essere irrealizzabile o forse perché in fin dei conti non era così fondamentale. Anzi, al contrario, è proprio da quell’osservazione che discende un senso di vuoto e malinconia, unito alla consapevolezza che anche quella diversa condizione non farebbe altro che proiettare l’insoddisfazione cronica su altro.

Detto fuori dai denti, le tante velleità da tard(issim)o sedicenne cominciano a farmi un po’ di tristezza, per quanto continui ad aspirare ancora a molte di esse e ad esser sfiorato da un moto di ineluttabile impotenza quando mi rendo conto di non essere in grado di concretizzarle, per carattere, condizioni o, semplicemente, tempo.

Del resto, se persino Nick Hornby, nel suo ultimo romanzo, ha abbandonato i sedicenni in ritardo di due o tre decenni per raccontare una (mediocre) storia di autentici sedicenni costretti a diventare adulti, forse vuol proprio dire che è il momento di prendere un po’ di confidenza con una condizione coerente con quel che recita la carta d’identità.

postato da raffaello alle ore 22:15 | link | commenti
sabato, 10 maggio 2008

got a grip on me

Poi capisci perché in certi periodi capita di prediligere musica lenta e introspettiva (diciamo così....). Potrei spendere mille parole, ripetere per l'ennesima volta cose già dette, ma anche le parole incontrano il limite di riuscire solo a descrivere, senza poter comunicare quel che si dovrebbe. Allora meglio lasciarle cadere e farsi sopraffare dolcemente dalle sensazioni originate dalla musica, di quella musica così espressiva di uno stato d'animo da incorniciare soltanto con le sue note, ad esso esterne ma intimamente connaturate.
Silenzio.


postato da raffaello alle ore 22:22 | link | commenti (2)
domenica, 04 maggio 2008

my compilations: #38

La scarsa frequenza di post degli ultimi mesi pare essersi tradotta anche in raccolte musicali più saltuarie, ispirate da qualche evento o circostanza, o da semplici coincidenze, come sempre in bilico tra il cumularsi degli ascolti, la voglia di sistemarli in una playlist più o meno coerente e significati simbolici da conferire semplicemente a un titolo o all'osservazione di un momento.
La volta scorsa l'input è stato un passaggio, una transizione non ancora matura e il ricordo, ancora piuttosto presente, dell'amata stagione invernale. Adesso invece ritorno a una primavera stranamente limpida e solare, a vere e proprie canzoni, a ricordi oramai svaniti e alla sottile (e forse ingiustificata) malinconia di ciò che sarebbe potuto essere e finora non è stato.
Il tutto sull'onda della musica e dell'ispirazione del brano che apre questa raccolta, della quale ecco come sempre copertina, tracklist e link per scaricarla:

01. sun kil moon - lucky man
02. gus black - love is a stranger
03. the sleeping years - the shape of things to come
04. bobby & blumm - in future present
05. a weather - pilot's arrow
06. chris bathgate - salt year
07. jon foreman - equally skilled
08. adrian crowley - electric eels
09. the accidental - illuminated red
10. the battle of land and sea - harden my heart
11. south san gabriel - when the angels will put out their lights
12. ilya monosov - happy song
13. tindersticks - all the love
14. john craigie - soft hail
15. scott matthew - surgery
16. ben kamen - lost + finding
17. small town boredom - monday night h.o.p.e. group
18. july skies - one morning in may

[rafcd38]

download: part 1 - part 2

postato da raffaello alle ore 09:59 | link | commenti (1)
sabato, 19 aprile 2008

it's all about losing

"Tutti perdiamo continuamente tante cose importanti, occasioni preziose, possibilità, emozioni irripetibili. Vivere significa anche questo. Ma ognuno di noi nella propria testa – sì, immagino che sia nella testa – ha una piccola stanza dove può conservare tutte queste cose in forma di ricordi. Un po’ come le sale della biblioteca, con tanti scaffali. E per poterci orientare con sicurezza nel nostro spirito, dobbiamo tenere in ordine l’archivio di quella stanza: continuare a redigere schede, fare pulizie, rinfrescare l’aria, cambiare l’acqua ai fiori."

postato da raffaello alle ore 10:25 | link | commenti (3)
sabato, 29 marzo 2008

be there

Poi si vorrebbe provare a parlare di musica mantenendo un certo equilibrio e una certa serietà.
A volte penso pure di riuscirci discretamente. Ma ci sono casi in cui tutto è diverso e mi sorprendo a compiere inedite azioni “da fan”: come quando mi ritrovo a correre in un negozio di dischi il primo giorno dell’uscita di un disco, entrare in tutta fretta ed esultare emozionato di aver messo le mani sull’oggetto, nonostante ne conosca già bene il contenuto. O come quando corro a prendere i biglietti di un concerto che si terrà tra oltre cento giorni, appena mezz’ora dopo che sono stati messi in vendita. e già tenerli in mano alimenta la lunga attesta…
Finalmente, stavolta non mi sfuggiranno:


postato da raffaello alle ore 15:04 | link | commenti (4)
venerdì, 21 marzo 2008

more than words

Si dice che verba volant, ma persino le parole scritte hanno la loro fugace evanescenza; restano, sì, ma esistono solo nel momento in cui vengono lette e assimilate, mentre possono giacere abbandonate per lungo tempo qualora nessuno volga loro lo sguardo o non impieghi la giusta attenzione nel farlo.
Eppure pare che le parole, contenitori vuoti per il contenuto del quale intendiamo riempirle, non solo possiedono i propri significati ma il loro stesso utilizzo può essere in grado di delineare caratteri e modi di essere. Per quanto sia tendenzialmente accorto nella scrittura, non ci avevo mai riflettuto, finché non mi è stato fatto notare come possa essere sufficiente un modo di scrivere (oltre al contenuto, ovviamente) per costruire un mondo tutto basato sulle parole, ma già così incidente sul piano della realtà, un mondo che sulle ali delle parole porta dove si vuole, lontano da dove si è troppo abituati a non essere degnati di ascolto, quando non criticati, per superficiale apriorismo, per lo stesso motivo invece capace di destare interesse, senza aver fatto nulla, senza nemmeno rendersene conto.
Parole come spontanei frammenti di sé, stratificati fino a dar luogo a costruzioni involontarie, sui cui singoli pezzi poter concentrare l’attenzione: castelli di carte o fondamenta di insospettabile solidità?

postato da raffaello alle ore 12:42 | link | commenti (1)
domenica, 02 marzo 2008

sixteen forever

E poi capita che ti trovi, il pomeriggio di un sabato grigio e piovoso, a sentire che il tuo ritmo vitale, all'improvviso, si è stranamente sollevato dalla sua abituale lentezza e ti fa riscoprire il piacere effimero di sensazioni dimenticate, relegate in un periodo che non ti appartiene più da tempo, non solo per ragioni anagrafiche. Ti ritrovi, come da tanto non facevi, a mettere con entusiasmo un cd appena acquistato nello stereo per ascoltarlo in diffusione e la sua musica, per quanto incisa di recente, ti riporta ai tempi in cui tutto ciò era normale, così come quella sottile effervescenza che ti faceva sentire vivo e pulsante, anche se per poco, anche se senza esiti concreti o duraturi.
Basta solo questo a riscoprire da lontano qualcosa di sopito, ma mai veramente disimparato, che con la sua sola esistenza rende in fondo felice e vitale. Così, senza motivo.              


Postilla: e basta così poco anche perché queste sensazioni, pur non conosciute né comprese, producano effetti positivi nel modo in cui si viene percepiti all'esterno e, quasi per assurdo, facciano conseguire risultati che mille argomentazioni non sono stati in grado di produrre. E non credo si tratti di coincidenze...
postato da raffaello alle ore 01:10 | link | commenti (3)
sabato, 23 febbraio 2008

my compilations: #37

Tra le ultime e nemmeno molto numerose parole lasciate su queste pagine, di recente ricorrono spesso espressioni improntate alle transizioni, ai cambiamenti, ai momenti di passaggio. Sono proprio questi ultimi quelli più interessanti e in fondo belli da vivere, nonostante le incertezze e le tensioni che inevitabilmente recano. Dall’apparente immobilità al lento ma repentino volgere degli eventi e delle situazioni circostanti il passo sembra enorme, eppure è semplicemente reale e i passaggi attesi diventano in breve vissuti, mentre per scorgere quelli che poco tempo prima erano timori e aspettative adesso è sufficiente svolgere lo sguardo all’indietro, non senza un sottile senso di nostalgia.
Alle tante e ancora non del tutto compiute transizioni di questo periodo, non a caso è dedicata la mai nuova raccolta musicale, compilata qualche giorno fa mentre i miei pensieri si sarebbero dovuti volgere altrove e ispirata in parte dalla stessa sottile nostalgia degli ultimi rigori invernali dei giorni scorsi e dalla luce che pian piano si dischiude, consacrando quasi anche nelle sensazioni meteorologiche il divenire lento ma costante dei giorni e degli eventi. Non a caso, il suo tenore e l’ispirazione ad essa sottostanti sembrano ancora adattarsi a contesti invernali, nei quali farsi cullare, come di consueto abbracciati a gentili sfumature elettroniche, note pianistiche e dilatazioni ambientali.


01. ekko - rehearsel
02. hologram - xx
03. teamforest - just a moment's thought
04. arbol - maria is a bird
05. ólafur arnalds - fok
05. raz ohara and the odd orchestra - love for mrs. rhodes
07. bosques de mi mente - los titanicos esfuerzos
08. balmorhea - limmat
09. peter broderick - moment
10. sylvain chauveau - l'oreée du bois
11. july skies - broadcasts for autumn term
12. aspidistrafly - red toe nails
13. forestflies - piano and violin
14. the white lodge - hawk watch
15. cheer - every forest has its shadow
16. wes willenbring - small reminders
17. jasper tx - bending spoons

[rafcd37]

download: part 1 - part 2

postato da raffaello alle ore 15:14 | link | commenti (1)
mercoledì, 20 febbraio 2008

let's go driving

Un viaggio. Un percorso nello spazio, ma anche una transizione simbolica, da un passato di titubanti accettazioni di un reale troppo restio ai mutamenti, a un presente ancora incerto ma proteso a cambiamenti da toccare con mano quasi ogni giorno.
Così questo atteso spostamento ha la valenza di un impegno con me stesso, preso quando nemmeno avrei immaginato di poterlo mantenere, però incarna pure la chiusura di un capitolo, una consacrazione fine a se stessa ma a suo modo simbolica, appunto, di un passaggio.
Come sempre in momenti simili, avrei preferito viverli in solitudine, quasi pregustandoli nonostante l’iniziale delusione provocata dalla prospettiva; invece così non sarà, almeno in apparenza, ma chissà che proprio tale situazione non possa assumere ulteriori connotati significativi, dei quali pure il senso
al momento risulta difficile da immaginare.
postato da raffaello alle ore 12:47 | link | commenti (1)
venerdì, 15 febbraio 2008

and still a tiny light

Comunicazione di servizio.
Per una volta sposto l’obiettivo dei miei ormai rari e indecifrabili discorsi dal particolare all’universale, anzi alle possibili conseguenze universali delle azioni dei singoli.
Da individualista e utopista romantico, per quanto non poco disilluso, continuo a credere nella responsabilità individuale delle azioni collettive e della valenza dei piccoli gesti da parte di ognuno di fronte a un andamento del mondo non condiviso e in molti casi nemmeno razionale.
Allora ritengo sia il caso di dare un piccolissimo, ulteriore spazio all’iniziativa legata alla “giornata del risparmio energetico”, della quale quest’anno ho appreso con colpevole ritardo.
In cosa consiste? Molto semplice: nel contributo di tutti a ridurre per la giornata odierna (e auspicabilmente non solo) il consumo di energia elettrica del quale può farsi a meno, dagli standby alle luci non necessarie, e nell’impegno per un utilizzo più razionale dell’energia, attraverso la diffusione di lampadine ed elettrodomestici a basso consumo o attraverso la predisposizione di sistemi di energia alternativa.
All’iniziativa, coincidente con l’anniversario della firma del Trattato di Tokyo, hanno aderito anche istituzioni nazionali e internazionali, attraverso spegnimenti simbolici di luoghi pubblici (dal Colosseo al grattacielo Pirelli), ma ognuno può dare il proprio piccolo contributo per migliorare la qualità d’impiego dell’energia e assumere la coscienza del risparmio, non solo utile dal punto di vista economico ma fondamentale per il corretto utilizzo delle fonti energetiche mondiali.
Maggiori informazioni cliccando sul logo dell'iniziativa qui sotto.
postato da raffaello alle ore 10:55 | link | commenti

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